La carne e l’amicizia Deleuze per Foucault

 

Gilles Deleuze

Il potere. Corso su Michel Foucault (1985-1986)/2

Ombre Corte, 2018

Pagine 388

 

Paolo Vernaglione Berardi                                 (pdf)

Per il tuo amico non saprai mai adornarti abbastanza; giacchè tu devi essere per lui la freccia e il desiderio del superuomo.

(Così parlò Zarathustra)

Non per semplice associazione diremo che il corso tenuto nel semestre 1985-’86 da Gilles Deleuze su Michel Foucault ha il suo luogo filosofico in Nietzsche. Il motivo è forse più profondo e meno colto, certo meno intuitivo di quanto il parlato trasposto in questo secondo testo dedicato all’amico possa farci ascoltare. A confronto con il precedente Il sapere, in cui sono trascritte le lezioni del primo trimestre, Il potere retrocede verso l’origine del discorso là ove Nietzsche è il vero nome di amicizia.

La ragione consiste nel fatto che la parola, nell’audio accessibile sul sito web dell’Università Paris VIII, è divenuta parola scritta a pagamento per la casa editrice Ombre Corte, per cui vale almeno la pena segnalare che l’impresa rende conto in parte dell’originale. D’altra parte nessuna amicizia sarebbe possibile per sentito dire: tanto più se il suo nome è filosofico. La filosofia non si chiama infatti così, né esiste l’amicizia filosofica, benchè sul tema siano stati scritti libri sapienti. E non esiste non perché innominabile, ma perché l’amicizia è filosofia. Essere amici è quando pensare è comune, cioè a dire, – quando le differenze generano com-passione. Il demone meridiano è questo patire che non risparmia all’altro il desiderio, piuttosto ve lo impone. Continua a leggere La carne e l’amicizia Deleuze per Foucault

da Obscurandum

Fabio Strinati

Obscurandum è un’opera poetica che vive all’interno del suo cantuccio d’ombra, che si nutre del suo stesso significato anche quando sembra sfuggirgli in un battito di tempo. L’idea nasce come da uno schioppo di fucile o meglio, come da uno schizzo di luce improvviso sul parabrezza. I versi che compongono l’opera, prendono forma attraverso un percorso che nasce perché costretto a materializzarsi, identificandosi in una forma ben definita. Un tragitto ben delineato fin dal suo inizio: un evento, una scossa, un colpo di frusta, una spallata… (pdf. Obscurandum – integrale).

…Siamo invischiati dentro un’ora di tempo

e giacché vita si mostra nell’istante

in cui viene sottratta l’aria al suo bavaglio,

pensiamo alla percezione o illusione

di cosa senilità ci dica piangendo

avvolta in lacrime di pioggia.

Siamo i nostri ricordi:

materia conchiusa in una frase

che nell’immediato, spesso si sfarina

ma che nel sapido pensare assòlve,

il suo compito ch’è quidditate ( in parte )

di un atlante che si modifica

senza scegliere la scelta. Continua a leggere “da Obscurandum”

La destituzione inoperosa La società della stanchezza

 

Walter Tossici

 

Pdf 

 Byung-Chul Han è un filosofo sudcoreano che ci fornisce un’ analisi della società odierna, da lui definita come “società della prestazione”. Questo tipo di società è basata su nuovi valori, legati alla produttività, come il progetto e l’iniziativa intrapresi dal singolo individuo, definito – riprendendo Foucault- “imprenditore di sé stesso”, o, più in generale, “soggetto di prestazione”. In particolare, “vi è una continuità fra la società disciplinare, basata su elementi negativi come il dovere, l’obbligo e il divieto e la cosiddetta società della prestazione, basata sull’ elemento positivo del poter-fare, apparentemente illimitato. Infatti, il soggetto di prestazione resta disciplinato. Egli è passato attraverso lo stadio della disciplina. Il poter-fare incrementa il livello di produttività già raggiunto attraverso l’imperativo del dovere. All’incremento della produttività, tra il poter-fare e il dovere sussiste una continuità.  Tuttavia, nel passaggio dalla società disciplinare alla società di prestazione va a collocarsi la depressione”[1]; in altre parole, possiamo intendere il soggetto odierno come un soggetto malato, con uno stato psichico di malessere, dovuto al seguente fattore, qui citato: (..) Continua a leggere La destituzione inoperosa La società della stanchezza