La norma e il karma della legge

SULLA MISERIA DEL SOGGETTO PRODUTTIVO

Giorgio Agamben, Karman. Breve trattato sull’azione, la colpa e il gesto

Bollati Boringhieri editore 2017 -pagine 140 –  €. 14,00

Pierre Macherey, Il soggetto     delle norme – Ombre Corte editore – pagine 215 – €.18,00

 

 

di Paolo Vernaglione Berardi                                                          pdf

Il successo del diritto

Una ricerca sull’istituzione e la funzione della norma deve risalire all’origine semantica del termine. Emerge così la sequenza concettuale tipica della modernità per cui ciò che comunemente è definito legge risulta dall’identità della norma con il diritto positivo. Ma questa traslazione, che per un verso è arbitraria e per altro verso è la risultante di un’operazione giuridico-politica eminente, chiarisce indirettamente un’altra occorrenza del concetto di norma, che assume oggi per lo più il senso di un paradigma universale, considerato indiscutibile: la normalità. La normalità sembra essere il grande compito della modernità che l’assume come legge di comportamento.

Un’archeologia del diritto deve dunque risalire la differenza tra norma e legge per cercare di scoprire il luogo di insorgenza di ciò che è normativo. Per far questo vale la pena delimitare lo spazio di senso della norma cercando di fare luce sui rapporti tra legge norma e normalità.

Questi rapporti, che sono densi e si districano con difficoltà, si presentano in una doppia linea che all’apparenza disegna una continuità, ma che a guardar bene segna invece una genealogia spezzata, i cui punti di rottura corrispondono al progressivo scivolamento di senso della norma dall’antichità all’epoca moderna. Continua a leggere “La norma e il karma della legge”

Le “guerre del sesso” e il “discorso in più”

SULL'INATTUALITÁ DELLA HISTOIRE DE LA SEXUALITÉ DI MICHEL FOUCAULT

di Alessandro Baccarin

Il corso tenuto da Foucault al Collège de France nel 1981 e intitolato Subjectivité et vérité presenta l’intero archivio e le riflessioni relative che formeranno l’impianto analitico degli ultimi volumi della Histoire, pubblicati ben quattro anni dopo il corso. Fa parte di questa elaborazione teorica anche quella focalizzazione sulla trasformazione dell’etica sessuale greco-romana nell’alto impero-romano, ovvero quella coniugalizzazione del desiderio che già Veyne aveva osservato nei suoi studi e che Foucault riprende per farne una tappa decisiva del processo che condurrà all’emergenza del soggetto di desiderio e di una ermeneutica del sé di tipo cristiano.

Le guerre del sesso

All’indomani della pubblicazione de La volontè de savoir, il piano previsto da Foucault per l’Historie de la sexualitè si articolava in ben sei volumi. Oltre a La volontè, il progetto originale prevedeva un libro sull’esperienza cristiana de “la chair“, ovvero la svolta ermeneutica e cristiana della società “presessuale” antica, uno sulla problematizzazione della masturbazione infantile nel XIX secolo, uno sulla soggettivazione della donna a partire dall’isterismo, uno sul concetto di perversione e sulle conseguenti soggettivazioni, e infine un ultimo lavoro su popolazioni e razze, ovvero sull’emergere del razzismo come espressione del passaggio dalla sovranità alla biopolitica1. Il progetto era in forte continuità con i cantieri aperti già da qualche anno sulla società disciplinare e sul biopotere, cantieri ampiamente sondati attraverso i corsi al Collège de France tenuti alla metà degli anni Settanta. Niente di tutto questo venne mai scritto o per lo meno pubblicato2. Dopo anni di febbrile e intenso lavoro, una lunga parentesi che alimentava nel pubblico l’attesa per la continuazione della Histoire, nel 1984, pochi mesi prima della sua morte, Foucault consegnava alle stampe Le usage des plaisirs e Le souci de soi.

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