Resistere agli appelli elettorali

Laboratorio "archeologia filosofica" - 10 febbraio 2018

pdf

Un fantasma si aggira per l’Europa e purtroppo questa volta non è il fantasma del proletariato. La sua sagoma sinistra si staglia dietro le parole ed i lessici, fra i discorsi del nostro quotidiano, fra le congiunzioni dei nostri pensieri. E’ il fantasma di un pensiero dominante, quello neoliberale in crisi, e quindi ancor più micidiale che negli anni della globalizzazione. E tuttavia si tratta di un fantasma in carne ed ossa, incarnato da una classe dominante che impone determinate scelte e determinate pratiche governamentali.

Oggi viviamo in un totalitarismo della classe dirigente. Potremmo definire questa élite come classe dirigente economica, ma la posizione predicativa che l’economico assume in questa formula troverebbe poca pregnanza. Si tratta infatti di gestire e dirigere l’esistente non più secondo il piano gerarchico e ordinativo della sovranità statale o sovranazionale, ma del governo delle vite. Continua a leggere “Resistere agli appelli elettorali”

Introduzione alla vita non fascista

Michel Foucault (1977) - Introduzione all'edizione americana di "L'Antiedipo. Capitalismo e schizofrenia" - G. Deleuze, F. Guattari (1972)

ebook – Maldoror Press

Durante gli anni 1945-1965 (mi riferisco all’Europa), c’era un modo di pensare ritenuto corretto, un preciso stile del discorso politico, una precisa etica dell’intellettuale. Bisognava avere familiarità con Marx, non lasciare che i sogni vagabondassero troppo distanti da Freud, trattare i sistemi di segni – il significante – col più grande rispetto. Queste erano le tre condizioni che rendevano accettabile quella singolare occupazione che consi- ste nello scrivere e nell’enunciare una parte di verità su di sé e sulla propria epoca.

Poi giunsero cinque anni brevi, appassionanti, cinque anni di gioie ed enigmi. Alle porte del nostro mondo il Vietnam, ovvia- mente, e il primo grande colpo inferto ai poteri costituiti… (continua qui).

Psichiatri, giudici, degenerati

La funzione Psy - quaderni XIX-XX

Archeologia della penalità psichiatrica.pdf

 

Paolo Vernaglione Berardi

Per misurare la distanza tra l’uso penale della psichiatria così come si configura tra la fine del XVIII e gli inzi del XIX secolo e le sue pratiche odierne bisogna riprendere una serie di questioni cruciali che danno forma ai rapporti tra il sistema penale e la pratica psichatrica. Per far questo interroghiamo un’altra scena di contenzione raccontata da Foucault nella conferenza inaugurale del Corso di Lovanio del 1981, Mal fare, dir vero. Si tratta di Leuret, uno degli importanti psichiatri degli anni ’30 e ’40 del XIX secolo, primario dell’ospedale di Bicêtre, e di un malato, sottoposto a docce gelate che devono indurlo ad ammettere di essere pazzo:

Il dottor Leuret: Non c’è una parola di vero in tutto questo; quel che lei dice, non è altro che follia. E’ perché lei è folle che la si trattiene a Bicetre.

Il malato: Io non credo di essere folle. So quel che ho visto e sentito.

Il medico: Se vuole che io sia contento di lei, deve obbedire perché tutto ciò che le chiedo è ragionevole. Promette di non pensare più alle sue follie, promette di non parlarne più?

Il malato promette esitando.

Il dottor Leuret: Lei mi ha mancato spesso di parola su questo punto: io non posso contare sulle sue promesse; andrà sotto la doccia fino a che non confesserà che tutte le cose che dice non sono altro che follie. E lo si sottopone ad una doccia ghiacciata sulla testa. Il malato riconosce che le sue immaginazioni erano solo follie, e che si impegnerà a lavorare. Ma aggiunge. Lo riconosco “perchè mi si costringe”. Nuova doccia ghiacciata.

– Si signore tutto quello che le ho detto non è che follia.

– Lei dunque è stato folle? – chiede il medico

Il malato esita:

– Non credo.

Terza doccia ghiacciata.

– E’ stato folle?

Il malato: vedere e udire significa esser folle?

– Si

Allora, il malato finisce per dire:

– Non c’erano donne che mi ingiuriavano, non c’erano uomini a perseguitarmi: Tutto questo non è che follia. (continua pdf)