La terra di nessuno Droni, filo spinato e guerra ai migranti

Anticipiamo parte della relazione di Alessandro Baccarin al convegno DALLA GRANDE GUERRA ALLE GUERRE CONTINUE – 18-19-20 OTTOBRE -Montecompatri – PALAZZO ANNIBALDESCHI

 

di Alessandro Baccarin                                                                                                 pdf

 

Alla fine della guerra fredda, a ridosso della prima guerra del Golfo, negli ambienti intellettuali statunitensi legati agli ambienti militari e diplomatici venne elaborata una nuova dottrina bellica centrata sulle nuove frontiere tecnologiche e digitali che l’evento bellico in quegli anni si accingeva a toccare e superare. Questo nuovo campo di studi, coltivato soprattutto nei think tanks americani in coordinamento con gli stati maggiori degli eserciti occidentali, venne a definire un nuovo concetto di guerra, sintetizzato dall’acronimo RMA (Revolution in Military Affarirs)1.

Nel corso degli anni questa formula è stata utilizzata per indicare non solo la nuova strategia di guerra aerea condotta nei confronti armati affrontati dagli Stati Uniti a ridosso del crollo dell’URSS, ovvero la prima guerra del Golfo e l’attacco alla Serbia nell’ambito della guerra civile in Kosovo, ma in generale il processo di quasi totale digitalizzazione del processo bellico, a partire dalla ricognizione condotta con i sofisticati strumenti digitali di rilevazione dei satelliti militari, per continuare con la massiccia introduzione di apparecchi aerei privi di pilota, ovvero i droni (UAV)2, capaci non solo di sorvegliare interi teatri bellici, ma di condurre operazioni di attacco in condizioni di totale invulnerabilità per il personale militare americano o in generale occidentale.

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Una questione di stile Per Alessandro Fontana

Alessandro Fontana

Una educazione intellettuale

Saggi su di sé, su Foucault e su altro

La casa USHER- 2018 – €.24,00

 

 

                                                          “La questione dello stile è veramente…la questione dell’avvenire”. A. F.

 Paolo Vernaglione Berardi                                                    pdf

Un’eredità senza testamento segna il limite del diritto pubblico fondato sul contratto. Un testamento senza eredità è la traccia dell’emergere di una scrittura senza soggetto in cui appare la distanza tragica di giustizia e diritto.

Forse nella soglia di una critica dell’eredità si situano il pensiero e l’opera di Alessandro Fontana, curatore, traduttore, continuatore nella ricerca di Michel Foucault. Egli è stato l’intellettuale “regionale” che insieme a Pasquale Pasquino e al movimento del ’77 ha fatto conoscere in Italia l’archeologo dei saperi e il genealogista dei poteri e della soggettività. Ma Alessandro Fontana è stato molto di più ed è per questo “in più” che, ricordato il giorno della morte nel 2013, è stato subito dimenticato, o meglio riposto negli archivi della memoria critica, come si sa naturalmente minoritaria, per essere casomai utilizzato in vista di una citazione (caso prevedibilmente raro), o per l’intervento ad un convegno (potenza del fantasma) o, peggio, per figurare come autore nella sterminata letteratura secondaria di cui si nutre un esorbitante foucaultismo. Continua a leggere Una questione di stile Per Alessandro Fontana

La cultura de “noantri”

di Alessandro Baccarin

Il provincialismo, la marginalità e l’inconsistenza culturale che caratterizza questo paese trovano nella capitale espressione massima, quasi naturale. Se i cassonetti pieni di immondizia, che tracima nelle strade delle periferie quanto in quelle del centro, l’asfalto dissestato o i quartieri dormitorio abbandonati a sé stessi sono l’epitome di un disastro culturale conclamato, le manifestazioni culturali e, in particolare, le mostre di terz’ordine che Roma offre al suo pubblico dichiarano con spavalderia e arroganza l’ignoranza e l’inettitudine della sua classe dirigente.

Prendiamo, fra i tanti casi paradigmatici, due mostre attualmente in corso nella città eterna. Presso i Mercati di Traiano, lo spazio espositivo ricavato dagli ambienti dall’antico mercato, si sta tenendo in questi giorni la mostra dedicata alla figura storica dell’imperatore Traiano (Traiano. Costruire l’impero, creare l’Europa, Mercati di Traiano, 29 agosto 2017 – 18 novembre 2018). La mostra si affianca, come è abitudine in questo spazio, all’esposizione stabile delle vestigia del Foro di Traiano e di Augusto, per lo più frammenti marmorei, bassorilievi e statue a tutto tondo. Un affiancamento che salva il visitatore da una noia mortale, perché nel suo complesso la mostra dedicata all’imperatore di origine ispanica si compone di qualche decina di pezzi, provenienti nell’ordine dalle collezioni di questi tre istituzioni museali: Museo dei Fori, Museo della Civiltà Romana e Antiquarim Comunale. Di questi, l’unico impianto museale attualmente aperto è il primo.

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