L’agenda e il calendario degli incontri in biblioteca

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Il laboratorio propone un calendario di incontri alla Biblioteca ”G. Marconi”e al “Caffè Letterario” di Roma

Biblioteca “ G. Marconi”

Roma, Via G. Cardano, 135  ore 17,00

Caffè Letterario,

Via Ostiense 95                 ore 17,30

 Viene qui suggerita la pratica di un’archeologia della cultura, utile a comprendere le emergenze di un tema, un motivo, un problema all’ordine del giorno che il libro, l’archivio, la testimonianza verbale o visuale restituiscono nella densità del pensiero.

Si tratta di adeguare l’occhio e l’ascolto ai rumori del presente. Non sempre frastuoni e urla, anzi, appena al di sotto della schiumosa superficie della realtà mondiale, si producono lamenti, sussurri e si distinguono a malapena pianti trattenuti e minacce pronunciate a denti stretti.

Questi suoni che vogliamo ascoltare e comprendere, riportare e indagare sono discorsi, testi, immagini che o parlano a voce alta delle emergenze correnti (guerra, crisi del neoliberismo, dissoluzione dell’Europa, discriminazioni di genere e di libertà, dispositivi di potere-sapere), o, evitando i toni roboanti della retorica politica e del senso comune, e rivendicando per sé la critica del presente, alludono ad un altra possibilità, un altro sapere, un’altra forma di vita.

Il modo di questi insiemi di enunciati è conflittuale, non pacificato, e proviene dall’urgenza di sottrarre al discorso i significati di cui è costituito nella quotidianità; non per produrre uno spazio isolato e chiuso di riflessione, né per ingaggiare uno scontro frontale con i pervasivi dispositivi di controllo e disciplinari vigenti; ma per sottrarre il senso di ciò che si usa nel pensiero e nella prassi alla subordinazione e all’abitudine al dominio.

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Il gioco possibile dell’ingovernabile. Trump e la catastrofe “democratica”

Alessandro Baccarin – Paolo B. Vernaglione

Le ultime elezioni americane segnano il tramonto definitivo della rappresentanza come forma primaria della governamentalità neoliberale e capitalistica. A ben vedere segnano anche il tramonto dello stato di diritto e della società civile, istituzioni che già la governance neoliberale, diciamo l’assetto di potere contro il quale si è rivolto Trump ed il suo elettorato, aveva sostanzialmente dismesso. Da questo punto di vista quindi la discontinuità dei risultati elettorali statunitensi sono solo apparenti. Tuttavia il fenomeno Trump indica come la forma veridizionale che, a partire dalle rivoluzioni borghesi della fine del XVIII secolo, segna la governamentalità di tipo rappresentativo si sia appannata a tal punto da svelare il suo carattere fittizio. Ed è forse questa grande finzione che l’elettorato americano, quello delle campagne, delle periferie urbane, delle aree deindustrializzate, ha colmato delle sue contraddizioni.

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Primo incontro in biblioteca / L’arte della guerra: archeologia di un discorso di sovranità

6 dicembre, Biblioteca “G. Marconi”, via G. Cardano, 135, Roma, ore 17,00

Alessandro Baccarin                                                                     Quaderno I. L’arte della guerra

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto. Dove i figli della guerra partiti per un ideale per una truffa, per un amore finito male. Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere

(Fabrizio de André)

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I droni silenziosi sorvegliano spazi urbani e comportamenti, oppure invisibili seminano morte sui mille teatri di guerra che il mondo oggi contempla. Strumento bellico del nostro presente, il drone è l’epitome della sovrapposizione fra bellico e politico, fra guerra e governo. L’ordine pubblico è sempre più gestito e concepito come azione di guerra e, in modo speculare, le azioni di guerra sono immaginate come azioni di ordine pubblico. Termini un tempo ristretti al puro gergo tecnico militare, come red zone (zona rossa), ed usate negli stati maggiori in stato di guerra, sono oggi utilizzati ampiamente per spazi e tempi del politico, dimostrando ulteriormente la conflagrazione delle categorie proprie dello stato di eccezione generalizzato del nostro presente. Continua a leggere “Primo incontro in biblioteca / L’arte della guerra: archeologia di un discorso di sovranità”