Il pensiero della destituzione – 12 incontri / calendario

Testi, discorsi, pratiche – Calendario

 

Incontri presso la bibliolibreria Centro Diurno Giovagnoli (DSM ASL Roma D), via Colautti 30, Giovedì, ore 17,00-19,00 – in collaborazione con l’associazione “Monteverdelegge” – con:  Alessandro Baccarin – Paolo Godani – Andrea Russo – Marcello Tarì – Paolo Vernaglione Berardi

 

      

 

Destituire significa lasciare a se stesse le istituzioni e i dispositivi, i saperi e la prassi. Il gesto destituente è anzitutto un gesto recessivo: fare un passo all’indietro per scoprire i paradigmi e i referenti che “danno senso” alle diverse epoche storiche, nella loro realtà di fantasmi e nella loro funzione normalizzante.

Cerchiamo di vedere come in alcuni luoghi dell’opera di Michel Foucault, Reiner Schurmann, Giorgio Agamben, il pensiero della destituzione attraversa la riflessione.

Di Foucault consideriamo le grandi analisi del sapere medico e psichiatrico-legale e i connessi poteri di normalizzazione. In questa direzione cerchiamo di mostrare come una certa strategia contro-analitica destituisce i discorsi sul valore simbolico del “padre” e sul primato del desiderio contro il godimento.

Nel pensiero di Schurmann vedremo come agiscono i “fantasmi egemonici” e come il “bisogno di principi” e di fondamento sia il modo in cui operano i dispositivi di governo della vita.

In alcuni luoghi dell’opera di Giorgio Agamben cerchiamo di tracciare nelle continuità della ricerca genealogica le zone di indistinzione di pensiero e prassi e le procedure possibili di disattivazione della macchina filosofico-politica occidentale.

Chi “tiene” gli incontri:

Alessandro Baccarin, ricercatore “autonomo” in Storia e Filosofia Antica. E’ autore di articoli sull’erotismo nel mondo antico e sul pensiero di Michel Foucault. Di recente ha pubblicato la monografia Il sottile discrimine. I corpi tra dominio e tecnica del sé (Ombre corte, 2014).

Paolo Godani, ricercatore di Estetica all’Università di Macerata, è autore di saggi e testi tra cui Estasi e divenire. Un’estetica delle vie di scampo (2001), Deleuze, (2009), Senza padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo (2014), La vita comune. Per una filosofia e una politica oltre l’individuo (2016).

 Andrea Russo, ricercatore indipendente, autore di saggi e testi tra cui L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchi e nuovo fascismo (2009).

Marcello Tarì, ricercatore indipendente. Ha vissuto negli ultimi anni tra la Francia e l’Italia. È autore di numerosi saggi e testi tra cui Il ghiaccio era sottile. Per una storia dell’autonomia (2012), Non esiste la rivoluzione infelice (2017).

 Paolo Vernaglione Berardi, docente di filosofia e storia, è autore di saggi e testi tra i quali Il sovrano, l’altro, la storia (2006), Dopo l’Umanesimo (2008), Filosofia del comune (2013), Michel Foucault. Genealogie del presente (a cura di, 2014); Scritti per Walter Benjamin (a cura di, 2016).

 Calendario Continua a leggere “Il pensiero della destituzione – 12 incontri / calendario”

Il “campo”, il razzismo di stato

Politiche di morte e governo della vita, II

 

Paolo Vernaglione Berardi

Nelle lezioni del Corso al College de France del 1976, dedicate al potere e alla guerra come matrice dei rapporti di potere, Michel Foucault introduce una nuova analitica che diverge dalle interpretazioni filosofico-politiche del potere. Mentre la teoria politica interpreta la sovranità come paradigma unico del potere, la genealogia storico-politica dei dispositivi disciplinari ci permette di vedere che non è tanto “il principe”, il sovrano, il re ad essere il luogo di costituzione e mantenimento del potere, quanto i rapporti tra gruppi classi, popolazioni nella storia dei conflitti e delle guerre. E ci fa comprendere che l’esercizio della sovranità è possibile a partire dalle distinzioni tra potere sovrano e governo. Il re regna ma non governa come il filosofo Giorgio Agamben ha dimostrato indicando la derivazione teologico-economica e non teologico-politica del potere sovrano[1].

Nel XVII-XVIII secolo appare una nuova meccanica di potere, incompatibile con i rapporti di sovranità «e che verte anzitutto sui corpi…che permette di estrarre dai corpi tempo e lavoro più che beni e ricchezza»[2]. Si tratta di un potere disciplinare che implica la sorveglianza e la costruzione e la dislocazione di istituzioni di controllo che hanno il fine di dominare la vita in maniera integrale. Continua a leggere “Il “campo”, il razzismo di stato”

La metafisica del boia

Kyle Harper, From Shame to Sin: the Christian Transformation of Sexual Morality in Late Antiquity, Harvard University Press, Cambridge (Ma) – London 2013

Alessandro Baccarin                                                                (pdf)

Nell’Atene e nella Corinto del IV secolo d.C., quando il cristianesimo era ormai religione di stato e degli imperatori, gli opifici delle due città greche producevano alacremente lucerne decorate con esplicite immagini erotiche. Queste immagini appartenevano ad un repertorio iconografico secolare, parte integrante di un ornamentale talmente abituale e tradizionale da risultare invisibile agli occhi dei pii abitanti del tardo impero romano.

D’altronde è solo nel V e nel VI secolo, quando i cristianissimi Teodosio II e Giustiniano avevano ormai trasformato, anche dal punto di vista normativo, l’impero in una entità totalmente cristiana, che le lucerne cominciano ad essere decorate con temi ornamentali squisitamente cristiani, a volte collocati, sul medesimo oggetto, accanto alle tradizionali immagini erotiche. Ad Efeso[1] tuttavia, proprio nello stesso periodo, ci si ostinava ancora a raffigurare sugli oggetti comuni in terracotta immagini di amplessi eterosessuali, con particolare predilezione per il coito da tergo, uno schema iconografico mutuato da quello utilizzato solitamente per raffigurare i rapporti omoerotici maschili, rapporti duramente repressi proprio da Giustiniano con una serie di provvedimenti normativi che, tra l’altro, prevedevano la castrazione per tutti coloro che fossero stati sorpresi in atti “contro natura”, compresi i vescovi. Continua a leggere “La metafisica del boia”