Reiner Schurmann. La storia del pensiero alla luce dell’evento

2° incontro – Giovedì 26 ottobre – ore 17,00 – Bibliolibreria del Centro Diurno “Giovagnoli” – via Colautti 30 – Roma – con Paolo Vernaglione Berardi -in collaborazione con l’associazione “Monteverdelegge”.

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Schurmann legge Heidegger al contrario, dalla fine all’inizio e raccomanda questa lettura.

«Leggendo Heidegger a rovescio, dalla topologia all’analitica esistenziale, s’impone l’evidenza contraria. Allora il venire alla presenza appare, in quanto privato dei principi metafisici, più nitzscheanamente “caotico-pratico”… Osservata alla luce della storia del venire alla presenza, la pratica degli uomini appare come una risposta alle costellazioni epocali della verità…». «Ecco…quelle che io considero le vere questioni inscritte nei testi heideggeriani. Esse riguardano 1) i princpi epocali e il loro tramonto; 2) i capovolgimenti attraverso le epoche (Wenden) e la svolta della chiusura (Kehre)…3) l’ “origine” dell’azione; 4) l’unità categoriale delle economie del venire alla presenza come collocazione dell’ “uno” e del “molteplice” nella storia; 5) l’a priori pratico necessario per pensare il venire alla presenza…»…«Il nucelo del metodo decostruttivo heideggeriano è questa differenza tra modo ed evento, la differenza temporale». (Dai principi all’anarchia. Essere e agire in Heidegger, 1982)…