Il sogno d’amore e il desiderio dissidente

 

Ci sono alfabeti ancora da scoprire

conficcati negli interstizi della carne

nel rantolo di bacche chiuse

nel lampo di occhi spenti

nel sussulto di arti sedati.

L’uomo procede eretto ma ha i piedi fermi

sulla sua mai tramontata preistoria.

(Lea Melandri, Passaggi, 6/2/2016, Milano)

 

Paolo Vernaglione Berardi                                                                              (pdf)

Pochi artisti fanno esperienza della soglia del linguaggio, laddove corpo e scrittura sono una forma di vita. Sembra giusto nominarli artisti dell’esistenza, se l’arte è solo occasionalmente poesia, pittura, musica, espresse nella loro lingua tecnica.

Artiste e artisti sono coloro che fanno della forma di vita un’estetica dell’esistenza. La vita politica è questa forma in cui corpo e lingua toccandosi si indifferenziano. Lea Melandri, filosofa femminista, madre della rivista L’Erba Voglio, è stata inventrice dei primi scritti teorici del movimento delle donne.

Storica e scrittrice, l’autrice de L’infamia originaria, che nel 1977 continuava la contromilitanza femminista che demoliva l’autoritarismo e il leaderismo gauchiste, ha costruito dagli scorsi anni Settanta ad oggi un sapere dell’esperienza raro e prezioso quanto può esserlo il discorso segreto che forma l’unica possibile politica, quella che destituisce il corpo da sempre maschile del Politico. Continua a leggere “Il sogno d’amore e il desiderio dissidente”

Resistere agli appelli elettorali

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Un fantasma si aggira per l’Europa e purtroppo questa volta non è il fantasma del proletariato. La sua sagoma sinistra si staglia dietro le parole ed i lessici, fra i discorsi del nostro quotidiano, fra le congiunzioni dei nostri pensieri. E’ il fantasma di un pensiero dominante, quello neoliberale in crisi, e quindi ancor più micidiale che negli anni della globalizzazione. E tuttavia si tratta di un fantasma in carne ed ossa, incarnato da una classe dominante che impone determinate scelte e determinate pratiche governamentali.

Oggi viviamo in un totalitarismo della classe dirigente. Potremmo definire questa élite come classe dirigente economica, ma la posizione predicativa che l’economico assume in questa formula troverebbe poca pregnanza. Si tratta infatti di gestire e dirigere l’esistente non più secondo il piano gerarchico e ordinativo della sovranità statale o sovranazionale, ma del governo delle vite. Continua a leggere “Resistere agli appelli elettorali”

Introduzione alla vita non fascista

ebook – Maldoror Press

Durante gli anni 1945-1965 (mi riferisco all’Europa), c’era un modo di pensare ritenuto corretto, un preciso stile del discorso politico, una precisa etica dell’intellettuale. Bisognava avere familiarità con Marx, non lasciare che i sogni vagabondassero troppo distanti da Freud, trattare i sistemi di segni – il significante – col più grande rispetto. Queste erano le tre condizioni che rendevano accettabile quella singolare occupazione che consi- ste nello scrivere e nell’enunciare una parte di verità su di sé e sulla propria epoca.

Poi giunsero cinque anni brevi, appassionanti, cinque anni di gioie ed enigmi. Alle porte del nostro mondo il Vietnam, ovvia- mente, e il primo grande colpo inferto ai poteri costituiti… (continua qui).