L’ inoperosità e le sue vie

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Di Walter Tossici

L’ inoperosità si può ricollegare a un insieme di concetti, in grado di mostrare il contesto in cui va a collocarsi. A prima vista, viene evidenziato il superamento della società disciplinare, che, “ descritta da Foucault, fatta di ospedali, manicomi, prigioni, caserme e fabbriche, non è più la società di oggi. Al suo posto è subentrata da molto tempo una società completamente diversa, fatta di fitness center, grattacieli di uffici, banche, aeroporti, centri commerciali e laboratori di genetica. La società del XXI secolo non è più una società disciplinare, ma è una società della prestazione”.  Il primo bersaglio contro cui si rivolge l’inoperosità si può ricondurre alla “società della prestazione”, intesa dal filosofo sudcoreano Byung-Chul Han come il carattere autentico della società odierna; in quanto tale, i soggetti che la popolano “non si dicono più soggetti di obbedienza, ma soggetti di prestazione. Sono imprenditori di sé stessi”.    [1]

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Il pensiero della destituzione – 12 incontri / calendario

Testi, discorsi, pratiche – Calendario

 

Incontri presso la bibliolibreria Centro Diurno Giovagnoli (DSM ASL Roma D), via Colautti 30, Giovedì, ore 17,00-19,00 – in collaborazione con l’associazione “Monteverdelegge” – con:  Alessandro Baccarin – Paolo Godani – Andrea Russo – Marcello Tarì – Paolo Vernaglione Berardi

 

      

 

Destituire significa lasciare a se stesse le istituzioni e i dispositivi, i saperi e la prassi. Il gesto destituente è anzitutto un gesto recessivo: fare un passo all’indietro per scoprire i paradigmi e i referenti che “danno senso” alle diverse epoche storiche, nella loro realtà di fantasmi e nella loro funzione normalizzante.

Cerchiamo di vedere come in alcuni luoghi dell’opera di Michel Foucault, Reiner Schurmann, Giorgio Agamben, il pensiero della destituzione attraversa la riflessione.

Di Foucault consideriamo le grandi analisi del sapere medico e psichiatrico-legale e i connessi poteri di normalizzazione. In questa direzione cerchiamo di mostrare come una certa strategia contro-analitica destituisce i discorsi sul valore simbolico del “padre” e sul primato del desiderio contro il godimento.

Nel pensiero di Schurmann vedremo come agiscono i “fantasmi egemonici” e come il “bisogno di principi” e di fondamento sia il modo in cui operano i dispositivi di governo della vita.

In alcuni luoghi dell’opera di Giorgio Agamben cerchiamo di tracciare nelle continuità della ricerca genealogica le zone di indistinzione di pensiero e prassi e le procedure possibili di disattivazione della macchina filosofico-politica occidentale.

Chi “tiene” gli incontri:

Alessandro Baccarin, ricercatore “autonomo” in Storia e Filosofia Antica. E’ autore di articoli sull’erotismo nel mondo antico e sul pensiero di Michel Foucault. Di recente ha pubblicato la monografia Il sottile discrimine. I corpi tra dominio e tecnica del sé (Ombre corte, 2014).

Paolo Godani, ricercatore di Estetica all’Università di Macerata, è autore di saggi e testi tra cui Estasi e divenire. Un’estetica delle vie di scampo (2001), Deleuze, (2009), Senza padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo (2014), La vita comune. Per una filosofia e una politica oltre l’individuo (2016).

 Andrea Russo, ricercatore indipendente, autore di saggi e testi tra cui L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchi e nuovo fascismo (2009).

Marcello Tarì, ricercatore indipendente. Ha vissuto negli ultimi anni tra la Francia e l’Italia. È autore di numerosi saggi e testi tra cui Il ghiaccio era sottile. Per una storia dell’autonomia (2012), Non esiste la rivoluzione infelice (2017).

 Paolo Vernaglione Berardi, docente di filosofia e storia, è autore di saggi e testi tra i quali Il sovrano, l’altro, la storia (2006), Dopo l’Umanesimo (2008), Filosofia del comune (2013), Michel Foucault. Genealogie del presente (a cura di, 2014); Scritti per Walter Benjamin (a cura di, 2016).

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