Pamphila, la “filosofa erotica”

Note alla Mulierum philosopharum historia di Gilles Ménage (Gilles Ménage, Storia delle donne filosofe, trad.it. Alessia Parolotto, Ombrecorte, Verona 2016)

Alessandro Baccarin                                                                                                  pdf

Gilles Mènage pubblicò la sua Mulierum philosopharum historia nel 1690 con l’intento di prolungare idealmente la Vita philosophorum di Diogene Laerzio (II-III d.C.). L’intenzione era tutt’altro che implicita: lo stesso autore esprimeva apertamente questa esigenza nelle note introduttive, e l’impianto stesso della sua opera, articolata in modo da distribuire le varie figure di donne filosofe in scuole filosofiche del mondo greco-romano (Cinismo, Stoicismo, Epicureismo ecc.) confermava questo intento.

Diversamente da quanto il lettore moderno è indotto a pensare, la scelta di fare una storia delle donne filosofe non colloca Ménage fra gli ipotetici precursori degli women studies, e tantomeno ne fa un antecedente della monumentale Histoire des femmes en Occident di Georges Duby e Michelle Perrot, forse la più ambiziosa delle imprese storiografiche portate a compimento dalla nouvelle histoire francese. Continua a leggere “Pamphila, la “filosofa erotica””

Oltre lo specchio

Considerazioni sulle immagini erotiche dello specchio bronzeo dell’Antiquarium del Palatino (inventario 13694)

di Alessandro Baccarin                                                                                                                                        Pdf


Lo specchio di bronzo dell’Esquilino, meglio noto come specchio dell’Antiquarium del Palatino1, oggi conservato presso il nuovo Antiquarium Comunale sul Celio, ovvero il Casino Salvi, chiuso al pubblico e accessibile solo su autorizzazione, fu ritrovato dagli archeologi nell’estate del 1877 presso l’Esquilino a Roma. Le notizie ufficiali del ritrovamento, quest’ultimo da collegare con la frenetica attività edilizia subita dalla capitale negli anni immediatamente successivi agli eventi di Porta Pia, indicano che si trattava di un oggetto composto da tre parti, ovvero un disco maggiore (165 mm.), caratterizzato da una scena erotica di ottima fattura lavorata in rilievo, da un disco minore (136 mm.) privo di decorazioni, e infine da una cospiqua quantità di frammenti del cerchio di congiunzione fra i due dischi, cerchio a sua volta decorato con una serie di figure, che restauri recenti hanno dimostrato rappresentare i dodici segni dello zodiaco.

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