Una strana confessione Tentazioni anacronistiche e letture foucaultiane in Luciano di Samosata

 

di Alessandro Baccarin

1 Un dialogo comico

(Cleonario) “Ho saputo cose nuove su di te, cara Leena, che la ricca Megilla ti ama come un uomo e si unisce sessualmente con te, sebbene non riesca proprio a capire come. Che ne dici? Arrossisci? Dimmi allora se tutto ciò è vero?

(Leena) “E’ vero, Clonario. E me ne vergogno, anche se si tratta di una faccenda piuttosto strana (ἀλλόκοτον)”.

(Cle.) “Per la Dea nutrice che strana storia! Che vuole quella donna? E cosa mai fate quando fate all’amore? Vedi, non mi vuoi bene, non nascondermi queste cose”.

(Lee.) “Ma ti amo quanto mai. Quella donna è terribilmente maschile”.

(Cle.) “Non capisco quello che dici, a meno che per caso non si tratti di una hetairistria. Dicono che a Lesbo vi siano donne maschili, a cui non piace essere passive con gli uomini, e che si approcciano alle donne come se fossero loro i maschi”.

(Lee.) “Proprio questo”.

(Clo.) “Orsù, Leena, raccontami tutto, cosa hai provato la prima volta, come ti sei lasciata convincere e tutto il resto”.

(Lee.) “Megilla aveva organizzato un simposio, lei con Demonassa la corinzia, ricca anche lei e della stessa specie (ὁμότεχνος), e mi aveva ingaggiato per loro due. Quando avevo ormai suonato, a notte già avanzata, ed era ora di coricarsi, per di più tutte un po’ brille, Megilla mi disse: Ma dai, Leena, è ora di riposarci per bene. Sdraiati qui fra noi due”.

(Clo.) “Ti sei sdraiata lì? E dopo cos’è successo?”. Continua a leggere Una strana confessione Tentazioni anacronistiche e letture foucaultiane in Luciano di Samosata

Passaggi Federica Bellantoni - Testi poetici di Fabio Strinati

Passaggi indica una stagione che se ne va. Un evento accade. Niente è più come prima. Non ci sono più anni, gli spazi non sono più luoghi da abitare. Forse la terra era così, all’inizio. Malamente gli uomini hanno creduto che fosse il loro dominio. Quando guardo fuori non vedo se non ciò che sarebbe potuto essere. O ciò che sarà dopo. Un preludio dell’eternità?

F.B.

 

Osservo un tono sprigionato nell’infinito ché tuono apre un segno che di suono scuote un acuto e lontananza,

s’avvicina raggruppandosi. Vedo sparpagliate sagome disciogliersi dentro un vuoto come immateriale che intravedo nel mio io che s’apre al mondo strattonato da un’onda bianca,

l’azzurro di un acquario.

 

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Archeologia della pornografia

Alessandro Baccarin                                                                                                         pdf

Fare una archeologia della pornografia significa essenzialmente tentare un’archeologia dello sguardo. Stabilire che lo sguardo, il modo in cui osserviamo le cose o le parole a cui associamo gli oggetti della nostra visione hanno una storia. Non solo mutano le categorie (morali, scientifiche, etiche ecc.) nelle quali inseriamo gli oggetti osservati, ma cambiano anche le capacità stesse di percepire gli oggetti nel campo visivo. In particolare per la pornografia dobbiamo partire dal presupposto che lo sguardo, lo sguardo di noi moderni, riesce ad intercettarla in virtù di una trasformazione complessa che ha interessato il campo della sessualità e in generale il campo delle relazioni di potere all’interno del sociale negli ultimi due secoli. Diciamo allora che la pornografia è il frutto di una storia recente. Una storia che coinvolge lo sguardo, la capacità di questo di distinguere il normale dall’anormale, il pornografico dall’erotico, il consentito dal proibito, quanto le forme di disciplinazione e normalizzazione assunte dalla società borghese e capitalistica negli ultimi due secoli. Una storia recente, dicevamo, che possiamo collocare cronologicamente dalla metà del XIX secolo ad oggi.

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Le “guerre del sesso” e il “discorso in più”

di Alessandro Baccarin

Il corso tenuto da Foucault al Collège de France nel 1981 e intitolato Subjectivité et vérité presenta l’intero archivio e le riflessioni relative che formeranno l’impianto analitico degli ultimi volumi della Histoire, pubblicati ben quattro anni dopo il corso. Fa parte di questa elaborazione teorica anche quella focalizzazione sulla trasformazione dell’etica sessuale greco-romana nell’alto impero-romano, ovvero quella coniugalizzazione del desiderio che già Veyne aveva osservato nei suoi studi e che Foucault riprende per farne una tappa decisiva del processo che condurrà all’emergenza del soggetto di desiderio e di una ermeneutica del sé di tipo cristiano.

Le guerre del sesso

All’indomani della pubblicazione de La volontè de savoir, il piano previsto da Foucault per l’Historie de la sexualitè si articolava in ben sei volumi. Oltre a La volontè, il progetto originale prevedeva un libro sull’esperienza cristiana de “la chair“, ovvero la svolta ermeneutica e cristiana della società “presessuale” antica, uno sulla problematizzazione della masturbazione infantile nel XIX secolo, uno sulla soggettivazione della donna a partire dall’isterismo, uno sul concetto di perversione e sulle conseguenti soggettivazioni, e infine un ultimo lavoro su popolazioni e razze, ovvero sull’emergere del razzismo come espressione del passaggio dalla sovranità alla biopolitica1. Il progetto era in forte continuità con i cantieri aperti già da qualche anno sulla società disciplinare e sul biopotere, cantieri ampiamente sondati attraverso i corsi al Collège de France tenuti alla metà degli anni Settanta. Niente di tutto questo venne mai scritto o per lo meno pubblicato2. Dopo anni di febbrile e intenso lavoro, una lunga parentesi che alimentava nel pubblico l’attesa per la continuazione della Histoire, nel 1984, pochi mesi prima della sua morte, Foucault consegnava alle stampe Le usage des plaisirs e Le souci de soi.

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