La metafisica del boia

Kyle Harper, From Shame to Sin: the Christian Transformation of Sexual Morality in Late Antiquity, Harvard University Press, Cambridge (Ma) – London 2013

Alessandro Baccarin                                                                (pdf)

Nell’Atene e nella Corinto del IV secolo d.C., quando il cristianesimo era ormai religione di stato e degli imperatori, gli opifici delle due città greche producevano alacremente lucerne decorate con esplicite immagini erotiche. Queste immagini appartenevano ad un repertorio iconografico secolare, parte integrante di un ornamentale talmente abituale e tradizionale da risultare invisibile agli occhi dei pii abitanti del tardo impero romano.

D’altronde è solo nel V e nel VI secolo, quando i cristianissimi Teodosio II e Giustiniano avevano ormai trasformato, anche dal punto di vista normativo, l’impero in una entità totalmente cristiana, che le lucerne cominciano ad essere decorate con temi ornamentali squisitamente cristiani, a volte collocati, sul medesimo oggetto, accanto alle tradizionali immagini erotiche. Ad Efeso[1] tuttavia, proprio nello stesso periodo, ci si ostinava ancora a raffigurare sugli oggetti comuni in terracotta immagini di amplessi eterosessuali, con particolare predilezione per il coito da tergo, uno schema iconografico mutuato da quello utilizzato solitamente per raffigurare i rapporti omoerotici maschili, rapporti duramente repressi proprio da Giustiniano con una serie di provvedimenti normativi che, tra l’altro, prevedevano la castrazione per tutti coloro che fossero stati sorpresi in atti “contro natura”, compresi i vescovi. Continua a leggere “La metafisica del boia”

Il pensiero ad oriente

François Jullien, Entrare in un pensiero. Sui possibili”  dello spirito, a cura di M. Ghilardi, Mimesis, Milano-Udine 2016.

 

Giuseppe D’Acunto                                                                        (pdf)

Giunto a una fase avanzata del suo lavoro di filosofo e di sinologo, Jullien con questo libro ritiene sia arrivato, per lui, il momento per porsi la questione in cui si riassume la motivazione che ha animato la sua intera impresa scientifica: questione il cui ricorso è giustificato anche in sede speculativa, se è vero che il problema del cominciamento può essere accostato solo a cammino già iniziato e retrospettivamente. La strategia che egli intende seguire non è, però, quella di partire – cartesianamente – dal dubbio. Quest’ultimo presuppone, infatti, sempre qualcosa preliminare a esso: qualcosa che, sfuggendo, in quanto indubitabile, a qualsiasi possibilità di presa, ci tiene prigionieri nella pastoie del suo impensato.

Inoltre, si dubita sempre nella propria lingua e nel quadro delle proprie coordinate concettuali, per cui, in tal modo, il gesto che si produce non è mai interamente critico e impregiudicato. «Dubitare ci lascia ancora presso di noi. Di ciò che non sono in grado di dubitare, ovvero ciò di cui non mi immagino neppure di dover dubitare, potrò rendermi conto solo incontrando un altro pensiero: spiazzandomi, dissociandomi dalle aderenze insospettate del mio pensiero» (p. 9).

“Entrare” in un pensiero diverso dal nostro – ma “entrare” è, in qualche modo, sempre introdursi in un ambiente a noi inizialmente estraneo – significa, così, produrre uno “scarto” all’interno di esso, capace di farci scoprire come pensiamo e come dubitiamo: di farci riflettere sulle nostre domande, nonché su ciò che le ha rese possibili e ce le fa ritenere indispensabili. Continua a leggere “Il pensiero ad oriente”

Pamphila, la “filosofa erotica”

Note alla Mulierum philosopharum historia di Gilles Ménage (Gilles Ménage, Storia delle donne filosofe, trad.it. Alessia Parolotto, Ombrecorte, Verona 2016)

Alessandro Baccarin                                                                                                  pdf

Gilles Mènage pubblicò la sua Mulierum philosopharum historia nel 1690 con l’intento di prolungare idealmente la Vita philosophorum di Diogene Laerzio (II-III d.C.). L’intenzione era tutt’altro che implicita: lo stesso autore esprimeva apertamente questa esigenza nelle note introduttive, e l’impianto stesso della sua opera, articolata in modo da distribuire le varie figure di donne filosofe in scuole filosofiche del mondo greco-romano (Cinismo, Stoicismo, Epicureismo ecc.) confermava questo intento.

Diversamente da quanto il lettore moderno è indotto a pensare, la scelta di fare una storia delle donne filosofe non colloca Ménage fra gli ipotetici precursori degli women studies, e tantomeno ne fa un antecedente della monumentale Histoire des femmes en Occident di Georges Duby e Michelle Perrot, forse la più ambiziosa delle imprese storiografiche portate a compimento dalla nouvelle histoire francese. Continua a leggere “Pamphila, la “filosofa erotica””