La norma e il karma della legge

SULLA MISERIA DEL SOGGETTO PRODUTTIVO

Giorgio Agamben, Karman. Breve trattato sull’azione, la colpa e il gesto

Bollati Boringhieri editore 2017 -pagine 140 –  €. 14,00

Pierre Macherey, Il soggetto     delle norme – Ombre Corte editore – pagine 215 – €.18,00

 

 

di Paolo Vernaglione Berardi                                                          pdf

Il successo del diritto

Una ricerca sull’istituzione e la funzione della norma deve risalire all’origine semantica del termine. Emerge così la sequenza concettuale tipica della modernità per cui ciò che comunemente è definito legge risulta dall’identità della norma con il diritto positivo. Ma questa traslazione, che per un verso è arbitraria e per altro verso è la risultante di un’operazione giuridico-politica eminente, chiarisce indirettamente un’altra occorrenza del concetto di norma, che assume oggi per lo più il senso di un paradigma universale, considerato indiscutibile: la normalità. La normalità sembra essere il grande compito della modernità che l’assume come legge di comportamento.

Un’archeologia del diritto deve dunque risalire la differenza tra norma e legge per cercare di scoprire il luogo di insorgenza di ciò che è normativo. Per far questo vale la pena delimitare lo spazio di senso della norma cercando di fare luce sui rapporti tra legge norma e normalità.

Questi rapporti, che sono densi e si districano con difficoltà, si presentano in una doppia linea che all’apparenza disegna una continuità, ma che a guardar bene segna invece una genealogia spezzata, i cui punti di rottura corrispondono al progressivo scivolamento di senso della norma dall’antichità all’epoca moderna. Continua a leggere “La norma e il karma della legge”

Sulla crisi del neoliberismo

Alessandro Baccarin – Paolo Vernaglione Berardi                    Quaderno III

Capitale umano, risorse umane, capitale sociale, capitale naturale, ottimizzazione, imprenditore di sè, modello di business. Sono questi i termini che oggi identificano la forma neoliberale che il capitalismo ha assunto. Sono termini espliciti che rimandano a realtà opache e tutt’altro che definite. Sono parole entrate entrate nell’uso comune corrente di economisti e analisti politici, sociologi del lavoro, teorici e critici del capitalismo, – termini che sono impiegati per descrivere la crisi del regime economico imperante a partire dei primi anni Ottanta dello scorso ‘900.

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Primo incontro in biblioteca / L’arte della guerra: archeologia di un discorso di sovranità

6 dicembre, Biblioteca “G. Marconi”, via G. Cardano, 135, Roma, ore 17,00

Alessandro Baccarin                                                                     Quaderno I. L’arte della guerra

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto. Dove i figli della guerra partiti per un ideale per una truffa, per un amore finito male. Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere

(Fabrizio de André)

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I droni silenziosi sorvegliano spazi urbani e comportamenti, oppure invisibili seminano morte sui mille teatri di guerra che il mondo oggi contempla. Strumento bellico del nostro presente, il drone è l’epitome della sovrapposizione fra bellico e politico, fra guerra e governo. L’ordine pubblico è sempre più gestito e concepito come azione di guerra e, in modo speculare, le azioni di guerra sono immaginate come azioni di ordine pubblico. Termini un tempo ristretti al puro gergo tecnico militare, come red zone (zona rossa), ed usate negli stati maggiori in stato di guerra, sono oggi utilizzati ampiamente per spazi e tempi del politico, dimostrando ulteriormente la conflagrazione delle categorie proprie dello stato di eccezione generalizzato del nostro presente. Continua a leggere “Primo incontro in biblioteca / L’arte della guerra: archeologia di un discorso di sovranità”