Gli incontri del laboratorio / ottobre-aprile 2018

Cosa abbiamo pensato:

un laboratorio aperto a carattere seminariale articolato su tre assi tematici individuati secondo il metodo dell’ “archeologia filosofica”: i saperi, i poteri e i soggetti nei loro reciproci rapporti.

Chi:

il laboratorio “archeologia filosofica”, l’associazione Monteverdelegge – Plautilla, la rivista quieora, psicoterapeuti “indisciplinati”.

Dove:

nella bibliolibreria della magnifica palazzina del  Centro del Dsm Asl Roma D, via Colautti 30 (P.zza Rosolino Pilo a Monteverde) – Roma, con possibilità di appuntamenti itineranti in luoghi consonanti.

Quando:

da ottobre ad aprile 2018, con incontri quindicinali, il giovedì (ore 17,00-19,00) preceduti da una bibliografia di riferimento ed estratti di testi a partire dai quali iniziare il confronto.

A breve pubblichiamo il calendario. Gli incontri, come tutte le attività del laboratorio sono gratuiti e aperti.

Chi “tiene” il seminario?

tutti i partecipanti coadiuvati da:

Alessandro Baccarin – Paolo Godani – Andrea Russo – Marcello Tarì – Walter Tossici – Paolo Vernaglione Berardi – Patrizia Vincenzoni – che inviteranno artisti, poeti, filosofi e altri psicoindisciplinati

 

Quaderno V – La memoria e la storia – Giovedì 2 febbraio – Bibliocaffè letterario – Roma – ore 17,30

 

Alessandro Baccarin – Stefano Gambari                            quaderno V

 

  1. Storia e memoria collettiva

Se il termine ‘memoria’ mostra un ambito semantico molto ampio e diverse connotazioni che rimandano ad approcci disciplinari e teorici molto differenziati,[1] forse è proprio attraverso una riflessione su questo concetto e sulla relazione tra i termini storia e memoria, che si potrà tentare di capire le dinamiche dei processi tramite i quali la memoria di particolari periodi storici o eventi sociali viene elaborata; si tratta spesso di un processo di difficile e delicata ricostruzione, individuale e collettiva, soprattutto nei casi in cui tale memoria è stata ‘velata’, censurata o rimossa, e spesso ‘offesa’.

Il rapporto che intratteniamo con la nostra memoria fonda – come ha rilevato Hannah Arendt – il significato della storia: «Ogni evento sviluppa la propria efficacia soltanto nella memoria, […] nello spazio della memoria […] Il significato che l’evento ha in sé si sviluppa, diventa efficace nella memoria e fonda la storia” [2]. La memoria consente di mantenere un legame tra tempi del passato e tempi del futuro quali sono percepiti dal soggetto, e dà sostanza al presente, mentre ciò che viene dimenticato o rimosso permette di percepire lo scarto tra il passato e il proprio presente. “Ciò che ricordiamo non ha, in quanto tale, nessun indice temporale, soltanto ciò che è stato dimenticato porta l’indice del passato»[3].

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Michel Foucault l’inattuale

Quaderno IV

Alessandro Baccarin

facebook: https://www.facebook.com/events/333073783753417/

1 L’antidisciplinarietà

Filosofo, storico delle scienze, archeologo dei saperi ecc. E’ davvero difficile definire con un unico termine Michel Foucault, la sua figura di grande genealogista. I suoi lettori e commentatori si sono sbizzarriti nelle definizioni più varie e complesse per individuarlo nei molteplici e poliedrici interessi che hanno animato la sua ricerca. Pensatore tra i più geniali del secolo scorso, continua ad esercitare una grande influenza in svariati settori disciplinari. Avendo praticato l’esteriorità più radicale ai dispositivi di sapere-potere, Foucault si è sempre pronunciato contro ogni umanesimo, Una posizione nichilista da rivendicare e sulla quale costruire una politica dell’inattuale.

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