Cos’è / chi siamo

Cos’è

L’archeologia filosofica è quel sapere delle formazioni discorsive indagate a partire dagli enunciati in cui si determinano i rapporti tra saperi, poteri e soggetti. L’archeologia retrocede alle condizioni di possibilità del pensiero, risalendo alla zona di indistinzione di storia e filosofia, natura e cultura, sapere e non sapere.

L’ “invenzione” epistemologica di Foucault, intesa nelle indagini filosofiche di Enzo Melandri e riproposta nella metodologia genealogica di Giorgio Agamben, è il modo della ricerca di una certa posizione in rapporto alla tradizione filosofica, all’etica (politica) e alla storia della verità.

L’archeologia filosofica ci consente la critica , nell’inattualità di una posizione che prevede l’esposizione dei dispositivi, lasciando emergere l’ apriori storico all’opera nel presente.

La determinazione dell’arché non indica l’origine come principio, nè come ipostasi, ma la scopre come replica, nel ritorno delle differenze di antichità e modernità, scienza ed épisteme, verità e regimi di veridizione.

L’indagine archeologica opera: sui tempi lunghi delle civiltà materiali; sui fenomeni di rottura e le interruzioni descritte da Gaston Bachelard come soglie epistemologiche; sugli spostamenti e le trasformazioni del significato di uno o più concetti; le redistribuzioni ricorrenti nel rapporto tra diversi passati di un sapere e la sua attualità; l’esame delle unità architettoniche dei sistemi di pensiero.

La storia in modalità archeologica è «l’impiego e la messa in opera di una materialità documentaria (libri, testi, narrazioni, registri, atti, edifici, istituzioni, regolamenti, tecniche, oggetti, costumi…) che presenta sempre e dovunque, in ogni società, delle forme sia spontanee che organizzate di persistenza.» (M. Foucault, L’Archeologia del sapere).

Si tratta quindi, a partire da quei fatti e da quei documenti che sono i testi filosofici, di indagare i rapporti tra forme di soggettivazione, saperi e forme di potere cercando in queste emergenze l’inoperosa zona di indistinzione di storia e metastoria.

Si tratta inoltre di capire come e a partire da quali condizioni di possibilità, con quali forme di resistenza o di conflitto, con quali modi di desoggettivazione, sia possibile disattivare i dispositivi di identità, di governamentalità e di conoscibilità vigenti.

Si tratta infine di percorrere la genealogia filosofica, da Foucault a Melandri ad Agamben per tentare la sperimentazione di una nietzscheana “filosofia dell’avvenire” in cui è in questione un’ “anarchica” forma di vita, nella coincidenza di etica, estetica ed esistenza.

Chi siamo

Alessandro Baccarin

Ricercatore “autonomo” in Storia e Filosofia Antica. E’ autore di articoli sull’erotismo nel mondo antico e sul pensiero di Michel Foucault. Di recente ha pubblicato la monografia Il sottile discrimine. I corpi tra dominio e tecnica del sé (Ombre corte, 2014).

 

Walter Tossici

studia filosofia. E’ interessato alle tematiche del potere e del linguaggio in rapporto alle possibilità degli individui nelle condizioni di vita attuali.

Paolo Vernaglione Berardi

insegna filosofia e storia, è autore di saggi e testi tra i quali Il sovrano, l’altro, la storia (2006), Dopo l’Umanesimo (2008), Filosofia del comune (2013), Michel Foucault. Genealogie del presente (a cura di, 2014); Scritti per Walter Benjamin (a cura di, 2016).