Il cinema di Guy Debord

IL CINEMA DI GUY DEBORD di Giorgio Agamben

Sul passaggio di alcune persone attraverso un’unità di tempo abbastanza breve (1959, 35mm, b/n, 18′).

Questo cortometraggio ripercorre i primi passi dell’avventura rivoluzionaria conosciuta da Debord e dai suoi compagni nel 1952, durante la creazione di un primo collettivo, chiamato “Internazionale lettrista”. Si tratta di un documentario in cui sono associate fotografie, immagini di attualità e sequenze su Parigi, che evocano…l’intenso splendore di quei momenti passati e la drammatica insoddisfazione del non riuscire a raccontarli.

Critica della separazione (1961, 35mm, b/n, 19′).

In questo terzo film prosegue la riflessione critica sul cinema e sulla società, riproponendo il metodo del “détournement”. Un’opera romantica, sostenuta da una dolorosa coscienza del tempo che passa e dalla furia di vivere che ne consegue. Estetica e politica sono qui coniugate per porre fine al condizionamento sociale dello spettatore.

La società dello spettacolo (1973, 35mm, b/n, 80′).

Questo film è l’adattamento del saggio di Guy Debord, pubblicato nel 1967. Vi sono riprese numerose tesi, qui associate a diversi estratti di pellicole hollywoodiane e sovietiche, come anche a pubblicità e telegiornali. A seguito della rivolta del maggio 1968, l’analisi della meccanica delle società di classe trova in questa versione cinematografica una potente espressione. Filmando una teoria, Debord raggiunge il progetto che fu di Eisenstein: mettere in scena Il Capitale di Karl Marx.