Archeologia della penalità psichiatrica

Quaderno XIX - Psichiatria e diritto penale nell'opera di Michel Foucault - prima parte

Paolo Vernaglione Berardi

Nell’indagare le pratiche che nella modernità occidentale sono state adoperate per costruire il discorso della follia e della punizione bisogna riferirsi all’opera di Michel Foucault e in particolare ai testi dei Corsi al Collège de France degli scorsi anni Settanta e alle interviste che hanno per tema l’archeologia del folle e del delinquente e le modalità di internamento e di detenzione.

Dallo svolgimento dell’archivio della disragione e del crimine ai grandi testi Teorie e instituzioni penali, La società punitiva, Il potere psichiatrico, Gli anormali, Sorvegliare e punire, oltre alla serie cospicua di interventi, l’intento foucaultiano è quello di mostrare l’intreccio inevitabile e produttivo della medicina e della penalità, del sapere psichiatrico e dei dispositivi di punizione in capo al diritto penale, che hanno prodotto nello spazio di tempo di circa un secolo e mezzo i diversi profili dell’individuo pericoloso e le trasformazioni della figura giuridica del criminale… (continua pdf)

L’inappropriabile

Giorgio Agamben, Creazione e anarchia. L'opera nell'età della religione capitalista - Neri Pozza Editore 2017, pp. 144

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Paolo Vernaglione Berardi

Se la filosofia è la ricerca dell’origine delle idee, l’archeologia filosofica è la pratica che indaga il rapporto tra le idee e le cose. Risalendo alla soglia di distinzione di essere e linguaggio, percorre la differenza tra lingua e realtà, tra parole e cose. Ciò avviene nella ripetizione delle differenze. Ripetizione degli enunciati nell’archeologia dei saperi inaugurata da Michel Foucault; ripetizione della filosofia nella critica; ripetizione delle differenze nell’ espressione della replica.

Esempio di questo momento che rompe le continuità storiche e cerca il compimento della metafisica nella prassi è l’opera di Giorgio Agamben che ha enunciato l’archeologia filosofica nei diversi campi del pensiero, dell’arte e dell’etica. Continua a leggere “L’inappropriabile”

Capitalismo come religione

Pubblicato su "Alfabeta 2" il 6 dicembre 2014

Walter Benjamin

Nel capitalismo va individuata una religione; il capitalismo, cioè, serve essenzialmente all’appagamento delle stesse preoccupazioni, tormenti, inquietudini a cui in passato davano risposta le cosiddette religioni. Dimostrare tale struttura religiosa del capitalismo – e non solo, come ritiene Weber, in quanto costruzione determinata in senso religioso, bensì in quanto fenomeno essenzialmente religioso – condurrebbe ancora oggi nella direzione sbagliata di una smisurata polemica universale. Non possiamo sbrogliare la rete in cui ci troviamo. In seguito, tuttavia, ne avremo una visione d’insieme.

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